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Plinio il Vecchio e le ortiche - Pliny the Elder and nettles

Come promesso ecco il mio regalino, direttamente dal 77 d.C.!

As promised, here I am with a small gift, straight from 77 AD!

Ho preparato per voi l’estratto, in lingua originale, italiano e inglese, da 'Naturalis Historia' (libro 22, par. 31-36), in cui Plinio il Vecchio tratta dell’ortica, delle sue proprietà e dei suoi utilizzi al tempo dei Romani. Io trovo le fonti antiche sempre divertentissime ed estremamente interessanti. Possiamo scoprire cosa sapevano le popolazioni già quasi 2000 anni fa e quali strane pratiche o credenze erano diffuse. A volte poi si inciampa anche in antiche ricette… ma di questo tratteremo un’altra volta, se vi va.

I prepared for you an excerpt, in Latin, Italian and English, from 'Naturalis Historia' (book 22, par. 31-36), where Pliny the Elder debates about nettle, its characteristics and use among the Romans. I find ancient sources always so amusing and extremely interesting. We are able to discover what people already knew almost 2000 years ago and what queer customs or beliefs were common. Somtimes it could happen to stumble upon ancient recipes... but let's leave this for later.

Plinio il vecchio, da

Qualche nota sul nostro Plinio: Gaio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio e vissuto tra il 23 e il 79 dopo Cristo, è stato un cronista, ammiraglio e naturalista romano. Attentissimo osservatore e grande curioso, nonché instancabile scrittore, ha descritto e registrato tutto lo scibile noto nella sua epoca in quest’opera enciclopedica in 37 libri, l’unica di Plinio a noi giunta, toccando gli argomenti più vari, come cosmologia, geografia, antropologia, etnologia, zoologia, botanica, medicina e mineralogia.

Forse qualcuno ricorderà l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano. Beh, fu proprio suo nipote Plinio il Giovane a fornirci la descrizione del tragico evento del 79 d.C., durante il quale Plinio stesso trovò la morte per le esalazioni solfuree, mentre era intento ad osservare dal vivo e da vicino il fenomeno vulcanico e a soccorrere i primi fuggitivi.

Engraving by Yan Dargent_1870

Just some notes about our Pliny: Gaius Plinius Secundus, known as Pliny the Elder and lived between 23 and 79 AD, was a chronicler, naval commander and naturalist of the early Roman Empire. Attentive and nosey observer, as well as tireless writer, he described and reported the entire knowledge of his age in this encyclopedic book (37 volumes). It is the only work of Pliny that endured until today and concerns cosmology, geography, anthropology, enthnology, zoology, botany, medicin and mineralogy.

Does anybody remember the Vesuvian eruption that destroyed Pompei and Ercolano? Well, precisely his nephew Pliny the Younger provided us the description of this tragic event in 79 AD, where Pliny himself passed away due to sulphurous emissions. He was observing close up and in person the volcanic event and assisting the first refugees.

Ed ora buona lettura!

And now enjoy the reading!

Traduzione italiana

[31] Cosa può esserci più odioso dell'ortica? Ma quella oltre all'olio, che abbiamo detto ricavarsi in Egitto da essa, rientra anche in moltissimi rimedi. Nicandro afferma che il suo seme è contrario alla cicuta, così anche per i funghi con l'argento vivo, Apollodoro (dice) anche per le salamandre col brodo della testuggine cotta, che ugualmente si oppone al giusquiamo e ai serpenti e agli scorpioni. Anzi quello stesso amaro pungente spinge a contrarsi le ugole nella bocca e gli organi femminili che cedono e i sederi dei bambini al contatto, a scuotere gli svenuti dopo aver toccato le gambe e maggiormente la fronte. [32] La stessa con sale aggiunto rimedia ai morsi del cane, messa tritata ferma il sangue dalle narici e maggiormente con la radice. Aggiunto il sale (cura) i carcinomi e le ulcere gravi, risana anche le lussazioni e i gonfiori, le parotidi e le carni che si staccano dalle ossa. Il seme bevuto con mosto cotto libera l'organo femminile dai crampi. Poggiato ferma i flussi delle narici. Preso in acqua melata dopo la cena provoca facili vomiti con due oboli, con uno poi nel vino bevuto cura le debolezze. [33] Tostato nella misura di un acetabolo (serve) per i disturbi dell'organo femminile, bevuto nel mosto cotto rimedia ai gonfiori dello stomaco. Giova alle difficoltà di respirazione e col miele purifica il torace con lo stesso elettuario e cura il fianco col seme di lino. Aggiungono issopo e del pepe. Viene spalmato per la milza, tostato nel cibo ammorbidisce il ventre indurito. [34] Ippocrate afferma che con questo bevuto viene purificato l'organo femminile, tostato con la misura di un acetabolo, bevuto dolce e messo sopra con succo di malva, viene liberato dal dolore, che con idromele e sale sono cacciati i parassiti degli intestini, che col seme sfregato viene fermata la caduta del capelli. Moltissimi lo mettono per i dolori articolari e le gotte con olio vecchio o foglie tritate con grasso d'orso. Da queste stesse non meno utile la radice tritata con aceto, anche per la milza, e cotta nel vino risolve i gonfiori con sugna vecchia salata. La stessa secca è pasta depilatoria. [35] Il fisico Fania evidenziò i suoi pregi, dopo averla dichiarata molto utile cotta e condita nei cibi per la trachea, la tosse, il flusso del ventre, lo stomaco, i gonfiori, gli orecchioni, i geloni, con l'olio (provoca) sudore, cotta con le ostriche smuove l'intestino, con la tisana cura il petto e le mestruazioni delle donne, col sale frena le ulcere, che dilagano. [36] E' in uso anche per il succo. Spremuto spalmato sulla fronte ferma il sangue delle narici, bevuto facilita l'urina, spezza i calcoli, gargarizzato restringe l'ugola. Occorre che il seme sia raccolto con le messi. E' lodato soprattutto quello di Alessandria. Per tutte queste cose efficaci anche quelle più morbide e certo tenere, ma particolarmente quella selvatica, e questo per di più bevuta nel vino toglie la lebbra dal viso. Se un quadrupede non genera un piccolo, affermano che bisogna frizionare i genitali con l'ortica.

Naturalis Historia, ed. 1669

English version

[31] What can be more hateful than the nettle? Yet this plant, to say nothing of the oil which I have said is made from it in Egypt, simply abounds in remedies. Nicander assures us that its seed counteracts hemlock, and also the poison of fungi and of mercury. Apollodorus says that with the broth of boiled tortoise it is good for salamander bites, and as an antidote for henbane, snake bites and scorpion stings. Moreover, its pungent bitterness itself, by the mere touch, forces to subside swollen uvulas, restoring prolapsus of the uterus, and of the anus of babies, besides waking up lethargus patients if it touches their legs or better still their forehead. [32] The same plant with the addition of salt heals dog bites; pounded and inserted it arrests nose bleeding, the root proving even better. Mixed with salt it heals carcinoma and foul ulcers, likewise sprains, superficial abscesses, parotid abscesses and falling away of flesh from the bones. The seed taken with boiled must relieves suffocation of the uterus, and an application checks bleeding at the nose. Taken in hydromel after dinner in a dose of two oboli it makes vomiting easy, while one obolus in wine refreshes after fatigue. [33] Uterine affections are relieved by an acetabulum of the roasted seed, and flatulence by taking it in boiled must. With honey it relieves asthma, clears the chest by the same made into an electuary, and with linseed cures pain in the side. Hyssop may be added and a little pepper. It is used as an application for the spleen; roasted and taken as food it loosens constipated bowels. [34] Hippocrates declares that taken in drink it purges the uterus, that an acetabulum of it roasted and taken in sweet wine and applied with mallow juice relieves uterine pains, that intestinal worms are expelled if it be taken with hydromel and salt, and that a liniment made from its seed replaces disfiguring loss of hair. For affections of the joints and for gout most prescribe application of it with old oil or of the pounded leaves with bears' grease. The crushed root with vinegar is no less useful for the same purposes, and also for the spleen, and boiled in wine and mixed with old and salted axle-grease it disperses superficial abscesses. The same root dried is a depilatory. [35] Phanias the naturalist has sung its praises, maintaining that either boiled or preserved it is a most useful food for the trachea, cough, bowel catarrh, the stomach, superficial abscesses, parotid swellings and chilblains, that with oil it is sudorific, boiled with shell-fish a laxative, that with barley-water it clears the chest and promotes menstruation, and that mixed with salt it arrests creeping sores. [36] For the juice too a use is found. An extract applied to the forehead checks bleeding at the nose; a draught is diuretic, breaks up stone in the bladder, and used as a gargle reduces the uvula. The seed should be gathered at harvest time, that of Alexandria being most prized. For all these purposes, though the milder and tender nettles are efficacious, the well known wild variety is particularly so, and it has this further merit, when taken in wine, of removing leprous sores from the face. We are told that should an animal resist conception, its parts should be rubbed with a nettle.

Pliny the Elder, from

Testo originale in latino – Original latin text:

[31] Urtica quid esse invisius potest? at illa praeter oleum, quod in Aegypto ex ea fieri diximus, vel plurimis scatet remediis. semen eius cicutae contrarium esse Nicander adfirmat, item fungis vel argento vivo, Apollodorus et salamandris cum iure coctae testudinis, item adversari hyoscyamo et serpentibus et scorpionibus. quin ipsa illa amaritudo mordax uvas in ore procidentesque vulvas et infantium sedes tactu resilire cogit, lethargicos expergisci tactis cruribus magisque fronte. [32] eadem canis morsibus addito sale medetur, sanguinem trita naribus indita sistit et magis radice. carcinomata et sordida ulcera sale admixto, item luxata sanat et panos, parotidas carnesque ab ossibus recedentes. semen potum cum sapa vulvam strangulatis aperit. profluvia narium sistit inpositum. vomitiones in aqua mulsa sumptum a cena faciles praestat duobus obolis, uno autem in vino poto lassitudines recreat. [33] vulvae vitiis tostum acetabuli mensura, potum in sapa resistit stomachi inflationibus. orthopnoicis prodest cum melle et thoracem purgat eodem ecligmate et lateri medetur cum semine lini. addunt hysopum et piperis aliquid. inlinitur lieni, difficilem ventrem tostum cibo emollit. [34] Hippocrates vulvam purgari poto eo pronuntiat, dolore levari tosto acetabuli mensura, dulci poto et inposito cum suco malvae, intestinorum animalia pelli cum hydromelite et sale, defluvia capitis semine inlito cohonestari. articulariis morbis et podagricis plurimi cum oleo vetere aut folia cum ursino adipe trita inponunt. ab eadem radix tusa cum aceto non minus utilis, item lieni, et cocta in vino discutit panos cum axungia vetere salsa. eadem psilotrum est sicca. [35] condidit laudes eius Phanias physicus, utilissimam cibis coctam conditamve porfessus arteriae, tussi, ventris destillationi, stomacho, panis, parotidibus, pernionibus, cum oleo sudorem, coctam cum conchyliis ciere alvum, cum tisana pectus purgare mulierumque menses, cum sale ulcera, quae serpant, cohibere. [36] suco quoque in usu est. expressus inlitus fronti sanguinem narium sistit, potus urinam ciet, calculos rumpit, uvam gargarizatus reprimit. semen colligi messibus oportet. Alexandrum maxime laudatur. ad omnia haec et mitiores quidem teneraeque efficaces, sed praecipue silvestris illa, et hoc amplius lepras e facie tollit in vino pota. si quadripes fetum non admittat, urtica naturam fricandam monstrant.

Vi siete divertiti a leggere di questi antichi rimedi? Quale avete trovato più singolare?

Se non l’avete ancora fatto e vi va di leggere la mia ricetta del Risotto con le ortiche selvatiche, cliccate QUI.

Did you enjoy these ancient remedies? What's the most weird in your opinion?

You can read my recipe for Risotto with wild Nettles clicking HERE.

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